Enzo Iachetti scrive a Gianni Morandi su Sanremo Social: “Era tutto stabilito?” Ecco le nostre recensioni degli 8 finalisti
Caro Gianni Morandi, sei proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto a La Fisarmonica e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di San Remo Social per dare una possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene le canzoni più votate dal web non sono state prese.
Bella presa per il culo non pensi?
Non credi che facendo così non fai che alimentare il sospetto che sia già tutto stabilito?
Siete schiavi delle majors della discografia. Perché non lo ammetti?
E’ già tutto stabilito e voi prendete per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi.
Morandi, ma vattene a fanculo va.
Il tuo ex amico Enzo Iacchetti.
Questa la lettera di Enzo Iachetti, rabbioso dopo i risultati di Sanremo Social, che hanno effettivamente visto vincere alcuni dei brani piu’ brutti non soltanto sentiti in questo “Concorso”, ma anche della musica popolare in assoluto, non soltanto in Italia. Se poi si va a vedere che dietro questi giovani vincitori ci sono gia’ contratti con le case discografiche, guarda caso, allora e’ evidente che la reazione spontanea di un appassionato di Musica (e anche autore) come Enzo Iachetti sia lecita, e porti la voce di tanti che come noi abbiamo ancora un metro di giudizio tale da capire dove sia la musica spazzatura e dove no. E per fortuna, ascoltando i brani, alcune cose interessanti ci sono eccome.
Per seguire in maniera costruttiva e critica la vicenda, abbiamo sentito le otto canzoni finaliste, e le abbiamo recensite. Alcune recensite nuovamente, visto che erano gia’ state ascoltate nei TRE Speciali che Livecity ha dedicato a “Sanremo Social” (consultabili qui)
Celeste Gaia - “Carlo”: Un inizio niente male, quantomeno non convenzionale. Anche il proseguimento non cerca la presa facile, e vede delle modulazioni interessanti Il ritornello rischia anche troppo, sembra davvero qualcosa di nuovo per la melodia all’italiana. La voce fa effetto, e’ gestita benissimo e il talento c’e’. L’immagine e’ anche particolare, semplice ma intrigante, sensuale ma non bella. Sembra davvero una sorpresa positiva per questo Sanremo 2012.
Alessandro Casillo - “E’ Vero”: Davvero impresentabile. Appena inizia a cantare passa la voglia. Prevediamo un calo di ascolti serio durante la sua esibizione. Ha una voce irritante, senza dizione e con una modulazione scontata e inefficace. La canzone fa vomitare. Nella struttura, nelle parole, nei suoni. Il ritornello sembra qualcosa di irreale: non si e’ davvero mai sentita per radio una canzone cosi’ brutta, non si capisce perche’ da ora dovrebbe andarci. Chi l’ha votato?
Giulia Anania - “La Mail che non ti Ho Scritto”: Un testo da tredicenne, difficile da sopportare. Delle liriche cosi’ aberranti non si sentivano dai tempi della prima Anna Tatangelo. Diciamo la prima, perche’ la Tatangelo di oggi e’ persino piu’ matura di questa pseudo artista. La voce anche non ha un timbro valido, suona come una “gatta morta”, ruffiana e inespressiva. Ci dispiace accanirci con questa ragazza, ma d’altronde basta ascoltarla per capire come non possiamo che fare altro. Andate su Facebook e sul sito di Sanremo per capire di che stiamo parlando. Ci darete ragione… Ma la domanda e’: con quale coraggio andra’ a cantarla davanti a 10 milioni di italiani?
Dana Angi - Incognita Poesia: Siamo sorpresi e felici per questa vittoria. Lei e’ ancora palesemente immatura, ma era stata tra i 34 brani che avevamo ascoltato quello che aveva lasciato la maggiore curiosita’. Questa ragazza ha fatto una canzone senza pensarci, senza immaginare Sanremo, e si vede. E’ un pezzo venuto dal cuore. La voce e’ da gestire e lei e’ giovanissima. Un talento naturale che rischia grosso in un palcoscenico cosi’… ma questa sara’ davvero una occasione da “o la va o la spacca”. Ci sintonizzaremo su RaiUno solo per lei!
Marco Guazzone - Guasto: Non male. Anche qui, si esce dal convenzionale, e quindi non dispiace affatto. Chiaro come la voce sia da lavorare e lui come personalita’ e’ ancora un ibrido. Ma il pezzo sembra davvero funzionante, un cenno all’Indie Rock e alla musica che non si fa abitualmente in Italia (ricorda qualche pezzo gia’ sentito ma non saprei indicarlo ora), e questa voce immatura da’ al pezzo quella tensione che a Sanremo sicuramente manchera’ in mezzo a tanti brani “canonici”. Anche lui sara’ da vedere con piacere perche’ puo’ sorprendere.
Erica Mou - Nella Vasca da Bagno del Tempo: Wow! Gran voce, maturita’, e un pezzo radiofonico. Si vede che qui c’e’ gia’ un lavoro impostato dietro. Insomma, sara’ quella che andra’ piu’ sicura di tutti a Sanremo, e non ci sorprenderemmo se vincesse. Immagine ottima, il pezzo e’ onesto, il testo non ruffiano ma anzi sciolto e convincente. Persino quel “insieme a te” finale, che e’ abusato e oramai stanco alle orecchie del pubblico, non e’ cosi’ male se lo si valuta in funzione del testo precedente, che fa capire come questo “Te” puo’ essere la sua anima, Dio, o qualcosa di etereo che accompagna la sua esistenza. Non necessariamente il solito principe azzurro rompipalle, o peggio la mammina. C’e’ anche un bel sound dietro, si ammicca ai Cranberries in maniera evidente, ma si mantiene una bella anima all’italiana. Se andasse a gareggiare tra i Big potrebbe vincere persino la’.
Io Ho sempre Voglia - Incredibile: Testo da ragazzini, e anche ripetitivo. Sound rock alla Ligabue, ritornello stucchevole. Non vediamo talento ne’ motivi per ascoltare un brano del genere a Sanremo. C’e’ solo una idea di fondo che e’ quella di fare un rock easy listening da “on the road”, ma dietro l’idea c’e’ una voce senza sorprese, un testo palloso, un ritornello scialbo. Veramente sconcertante. L’unica cosa “Incredibile” qui e’ che una canzone del genere dovra’ andare in scena a Sanremo. Immaginiamo gia’ il pubblico alzarsi per approfittare del bar o del bagno.
Biedel - Sono un Errore: Partono gia’ con un video dei Manetti Bros, e sembrano puntare alto. Ma la voce e’ scarsa. Potremmo anzi dire scarissima. Ha anche una dizione orripilante, una zeppola sulla “s” davvero sconcertante. La canzone si tiene su uno scialbo senza precedenti. Senza alti ne’ bassi. Anche perche’ come e’ possibile andare piu’ in basso? Questo brano non ha davvero nulla, diamine. Il brutto e’ che con questo ritornello Pop e’ anche uno dei brani piu’ commerciali proposti a Sanremo Social. Non son alternativi, non son conformisti, non sono niente. Ah no, sono un errore. Ce lo avevano pure detto prima.
Federico Armeni




