“Il Rinascimento a Roma”, viaggio tra la luce e i colori della rinascita pittorica

Scritto il 20 Gennaio, 2012 in Mostre, Pittura, Fotografia, Editoriali

Dopo la Mostra su “Il ‘400 a Roma”, che aveva delineato il quadro in cui le opere artistiche riacquistavano connotazione forte ed essenziale dopo i momenti infausti del Medioevo nei nomi di Donatello e Perugino, a Palazzo Sciarra arriva la Roma del ‘500, dove la pittura diventa superba e magistrale, con la scuola di Raffaello e Michelangelo.
In mostra fino al 12 Febbraio, l’itinerario proposto nello storico palazzo di Via del Corso propone quadri che invadono lo spirito per la forma, per la ritrovata vena artistica volta alla bellezza pura e netta della pittura, data dai colori e i contrasti di ritratti e scene legate alla Cristianita’.
La forma che all’occhio odierno vince la sostanza, ma all’epoca andava con essa, donando in forma artistica anche quella ritrovata voglia di una identita’ cattolica che unisse il popolo nel nome di Dio e del suo messaggio di fede. La Roma ritratta sugli sfondi delle opere e vissuta dagli artisti che vi risiedevano e’ una Roma piena di luce e con prospettive di prosperita’ e amore indefinibili.

Ecco che le luci divine che vediamo nei quadri, non sembrano poter essere soltanto frutto di pura e grandiosa tecnica, ma anche di una profonda fede e volonta’ di spirito. Nelle opere che qui troviamo di Francesco Salviati, di Sebastiano del Piombo, di Lorenzo Lotto, Di Baldassarre Peruzzi e ovviamente di Raffaello Sanzio c’e’ qualcosa che si avvicina alla fede piu’ di qualsiasi sermone. C’e’ la luce. Non una luce.

La differenza sostanziale, tra l’arte di quest’epoca, a Firenze come a Roma (da Botticelli a Filippino Lippi, che possiamo ammirare nelle vicine stanze delle Scuderie del Quirinale, ai grandiosi pittori che si trovano nelle stanze del Palazzo Sciarra), e l’arte del resto della storia artistica mondiale, e’ proprio nella valenza spirituale delle opere, che in pochi possono afferrare. D’altronde nei quadri come negli affreschi, la lenta diffusione della luce per diagonali si confonde con i contrasti lievi e graduali dei rossi e degli scuri, incavando tra di essi lenzuoli e volti, mani e corpi, espressioni e paesaggi. Tutta l’opera, qualsiasi ne osserviamo, e’ un magico tutt’uno legato senza soluzioni di discontinuita’.
E’ chiaro che agli occhi odierni la forma quindi supera totalmente la sostanza, visto che l’Annunciazione della Madonna o La Madonna con Bambino non possono avere lo stesso valore semantico che potevano avere allora. Oggi si cresce con l’immagine, una volta l’immagine era data appunto dalle opere artistiche. Scultura, Pittura, Architettura. Tutto il senso della vita proveniva attraverso di esse, e le rappresentazioni che gli umili uomini di allora incontravano erano tutte in queste opere. Un valore quindi fondamentale nel modo di pensare e vedere il mondo attorno.

Tuttavia, nel marasma di immagini ed icone a cui siamo abituati, entrare ed osservare “il bello”, aiuta a ritrovare la via dell’oggettivita’, a scrollarci di dosso quel pericoloso relativismo che attanaglia il mondo culturale odierno.

Una Mostra che fa bene all’anima, come d’altronde ha sempre fatto bene, anche inconsciamente, camminare per Roma in mezzo alle sue infinite sorprese di scultura, architettura e pittura che aleggiano improvvisamente tra le sue strade, nonostante le polveri sottili e le disgustose linee squadrate di automobili di plastica made in China. Fortuna dell’Italia e di pochi altri luoghi, capace di mantenere un sapore di pura bellezza, tra l’infinita accozzaglia di bruttezza che l’uomo ha purtroppo deciso di sedimentare dal passato Secolo a questa parte.

Federico Armeni

Nave sul Giglio: come al solito sara’ la Natura a pagare l’idiozia umana

Scritto il 16 Gennaio, 2012 in Editoriali

A caldo ci si preoccupa sempre delle persone che muoiono. Con calma, poi, si analizzano cause e conseguenze di un evento tragico. Come in una guerra, se quando muore un soldato si piange la sua morte, poi si riflette per cosa sia morto. Le navi da crociera costituiscono soltanto una delle piu’ recenti invenzioni idiote dell’essere umano, che ha fatto diventare col tempo un romantico mezzo di trasporto un centro commerciale navigante, disinteressato completamente alla cultura del mare. In crociera si va per spendere e spandere, si creano negozi, parrucchieri, casino’ e piste da ballo, e le citta’ son soltanto dei pretesti per delle foto superficiali.

I giovani non protestano e cantano di amori e velleita’… Adriano Celentano canta per loro con forza e vigore

Scritto il 14 Gennaio, 2012 in Editoriali

Ascoltando i brani a Sanremo Social, ci si accorge come i giovani siano totalmente impauriti dal cantare l’attualita’. Si rifugge in dei testi sentiti milioni di volte, e la parola rischio non sembra appartenere a nessuno. Anche nelle radio, e’ davvero difficile ascoltare qualcosa di nuovo, che racconti la situazione in cui l’homo sapiens oggi vive.

“Il Mutuo” di Adriano Celentano, soltanto un brano di un Lp di riscossa sociale chiamato “Facciamo Finta che Sia Vero”, dice quello che gli altri non dicono, ma soprattutto quello che un giovane dovrebbe pensare.
Grazie all’esperienza e a un personaggio da sempre controcorrente, Celentano riesce a convincere e muovere le folle, parlando anche per una generazione X che pensa solo a fare un singolo di successo per salvarsi le natiche, piuttosto che unirsi in una sorta di rivalsa sociale, necessaria per la sopravvivenza. Le uniche rivoluzioni efficaci son sempre state quelle culturali, e l’etichettamento e l’allineamento di una generazione potenzialmente “incazzata” dentro i binari morti della canzone popolare d’amore e’ la miglior vittoria per i Governi di oggi…

Canta Adriano:

Risorgeranno i calzolai
per ricostruire l’incanto violato
dai condoni edilizi
E i carpentieri che
con animo artistico
riscoprono la bellezza,
il seme di ogni forma di vita
lontani da quei loculi quadrati di cemento
La solitudine dell’uomo
vive
vive nel marcio
di quelle bustarelle comunali
che concepiscono
quartieri giù infettati
ma per cambiare un po’ ci costa
risposta
ma per cambiare un po’ ci costa
Fino a quando noi
non ci saremo liberati
ma per cambiare un po’ ci costa
da una globalità
che ama giocare
coi nostri guai

La musica è un territorio percorribile?

Scritto il 13 Gennaio, 2012 in Editoriali

Quando la musica diventa passione, e ci si rende conto che è impossibile seguirla. Orizzonti, limiti e confini della conoscenza di fronte alla forza devastante della musica.

Sanremo Social: secondo speciale con le recensioni delle canzoni in gara

Scritto il 9 Gennaio, 2012 in Musica Indipendente, Editoriali

Seconda tranche di ascolti per “Sanremo Social” da parte di Livecity.it. Questa volta, tra le segnalazioni via email e il tasto “random” del sistema di ascolto dei brani di Sanremo Giovani su Facebook, abbiamo recensito: April Fools, Alberto Caccia, Domingo, Marea, Maky Ferrari, Uscita 17, Vito, Alessandra Caiulo, Maryen, Bland, Corinne Vigo e Marshiva.


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