C’è Fantasia nel recital pianistico di Enrico Camerini

Scritto il 1 Febbraio, 2012 in Comunicati Locali, Musica Classica

Domenica 19 febbraio, presso il Teatro Sacri Cuori (v. Magliano Sabina, 33 - Roma), il pianista Enrico Camerini terrà un recital che vedrà come protagonista il genere musicale della Fantasia. Da Mozart a Schubert, da Chopin a Schumann, Camerini ripercorrerà la storia e l’evoluzione del genere nel periodo aureo della musica classica: tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento. Il concerto, ad ingresso libero, è presentato dal musicologo Claudio Cavallaro e organizzato dalla Commissione Cultura della Parrocchia Sacri Cuori di Gesù e Maria di Roma in collaborazione con l’Associazione Culturale Eufonia - La Cittadella Musicale.

Dischi da comprare: qualche consiglio da Leonard Cohen agli Strokes

Scritto il 1 Febbraio, 2012 in Recensioni Musica Pop, Rock, Jazz

Ci arrivano continuamente email di visitatori che ci chiedono opinioni su vari dischi, e la nostra rubrica sui consigli di ascolto ha col tempo preso valore e credibilita’ grazie al fatto che chi li seguiva si e’ poi trovato soddisfatto dell’acquisto. Ecco quindi un’altra rosa di dischi da non perdere, da quelli piu’ attuali a qualcuno che vi potete essere persi.

“Il Rinascimento a Roma”, viaggio tra la luce e i colori della rinascita pittorica

Scritto il 20 Gennaio, 2012 in Mostre, Pittura, Fotografia, Editoriali

Dopo la Mostra su “Il ‘400 a Roma”, che aveva delineato il quadro in cui le opere artistiche riacquistavano connotazione forte ed essenziale dopo i momenti infausti del Medioevo nei nomi di Donatello e Perugino, a Palazzo Sciarra arriva la Roma del ‘500, dove la pittura diventa superba e magistrale, con la scuola di Raffaello e Michelangelo.
In mostra fino al 12 Febbraio, l’itinerario proposto nello storico palazzo di Via del Corso propone quadri che invadono lo spirito per la forma, per la ritrovata vena artistica volta alla bellezza pura e netta della pittura, data dai colori e i contrasti di ritratti e scene legate alla Cristianita’.
La forma che all’occhio odierno vince la sostanza, ma all’epoca andava con essa, donando in forma artistica anche quella ritrovata voglia di una identita’ cattolica che unisse il popolo nel nome di Dio e del suo messaggio di fede. La Roma ritratta sugli sfondi delle opere e vissuta dagli artisti che vi risiedevano e’ una Roma piena di luce e con prospettive di prosperita’ e amore indefinibili.

Ecco che le luci divine che vediamo nei quadri, non sembrano poter essere soltanto frutto di pura e grandiosa tecnica, ma anche di una profonda fede e volonta’ di spirito. Nelle opere che qui troviamo di Francesco Salviati, di Sebastiano del Piombo, di Lorenzo Lotto, Di Baldassarre Peruzzi e ovviamente di Raffaello Sanzio c’e’ qualcosa che si avvicina alla fede piu’ di qualsiasi sermone. C’e’ la luce. Non una luce.

La differenza sostanziale, tra l’arte di quest’epoca, a Firenze come a Roma (da Botticelli a Filippino Lippi, che possiamo ammirare nelle vicine stanze delle Scuderie del Quirinale, ai grandiosi pittori che si trovano nelle stanze del Palazzo Sciarra), e l’arte del resto della storia artistica mondiale, e’ proprio nella valenza spirituale delle opere, che in pochi possono afferrare. D’altronde nei quadri come negli affreschi, la lenta diffusione della luce per diagonali si confonde con i contrasti lievi e graduali dei rossi e degli scuri, incavando tra di essi lenzuoli e volti, mani e corpi, espressioni e paesaggi. Tutta l’opera, qualsiasi ne osserviamo, e’ un magico tutt’uno legato senza soluzioni di discontinuita’.
E’ chiaro che agli occhi odierni la forma quindi supera totalmente la sostanza, visto che l’Annunciazione della Madonna o La Madonna con Bambino non possono avere lo stesso valore semantico che potevano avere allora. Oggi si cresce con l’immagine, una volta l’immagine era data appunto dalle opere artistiche. Scultura, Pittura, Architettura. Tutto il senso della vita proveniva attraverso di esse, e le rappresentazioni che gli umili uomini di allora incontravano erano tutte in queste opere. Un valore quindi fondamentale nel modo di pensare e vedere il mondo attorno.

Tuttavia, nel marasma di immagini ed icone a cui siamo abituati, entrare ed osservare “il bello”, aiuta a ritrovare la via dell’oggettivita’, a scrollarci di dosso quel pericoloso relativismo che attanaglia il mondo culturale odierno.

Una Mostra che fa bene all’anima, come d’altronde ha sempre fatto bene, anche inconsciamente, camminare per Roma in mezzo alle sue infinite sorprese di scultura, architettura e pittura che aleggiano improvvisamente tra le sue strade, nonostante le polveri sottili e le disgustose linee squadrate di automobili di plastica made in China. Fortuna dell’Italia e di pochi altri luoghi, capace di mantenere un sapore di pura bellezza, tra l’infinita accozzaglia di bruttezza che l’uomo ha purtroppo deciso di sedimentare dal passato Secolo a questa parte.

Federico Armeni

Nave sul Giglio: come al solito sara’ la Natura a pagare l’idiozia umana

Scritto il 16 Gennaio, 2012 in Editoriali

A caldo ci si preoccupa sempre delle persone che muoiono. Con calma, poi, si analizzano cause e conseguenze di un evento tragico. Come in una guerra, se quando muore un soldato si piange la sua morte, poi si riflette per cosa sia morto. Le navi da crociera costituiscono soltanto una delle piu’ recenti invenzioni idiote dell’essere umano, che ha fatto diventare col tempo un romantico mezzo di trasporto un centro commerciale navigante, disinteressato completamente alla cultura del mare. In crociera si va per spendere e spandere, si creano negozi, parrucchieri, casino’ e piste da ballo, e le citta’ son soltanto dei pretesti per delle foto superficiali.

Enzo Iachetti scrive a Gianni Morandi su Sanremo Social: “Era tutto stabilito?” Ecco le nostre recensioni degli 8 finalisti

Scritto il 15 Gennaio, 2012 in Speciali e Interviste

Caro Gianni Morandi, sei proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto a La Fisarmonica e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di San Remo Social per dare una possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene le canzoni più votate dal web non sono state prese.
Bella presa per il culo non pensi?
Non credi che facendo così non fai che alimentare il sospetto che sia già tutto stabilito?
Siete schiavi delle majors della discografia. Perché non lo ammetti?
E’ già tutto stabilito e voi prendete per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi.
Morandi, ma vattene a fanculo va.
Il tuo ex amico Enzo Iacchetti.

Questa la lettera di Enzo Iachetti, rabbioso dopo i risultati di Sanremo Social, che hanno effettivamente visto vincere alcuni dei brani piu’ brutti non soltanto sentiti in questo “Concorso”, ma anche della musica popolare in assoluto, non soltanto in Italia. Se poi si va a vedere che dietro questi giovani vincitori ci sono gia’ contratti con le case discografiche, guarda caso, allora e’ evidente che la reazione spontanea di un appassionato di Musica (e anche autore) come Enzo Iachetti sia lecita, e porti la voce di tanti che come noi abbiamo ancora un metro di giudizio tale da capire dove sia la musica spazzatura e dove no. E per fortuna, ascoltando i brani, alcune cose interessanti ci sono eccome.

Per seguire in maniera costruttiva e critica la vicenda, abbiamo sentito le otto canzoni finaliste, e le abbiamo recensite. Alcune recensite nuovamente, visto che erano gia’ state ascoltate nei TRE Speciali che Livecity ha dedicato a “Sanremo Social” (consultabili qui)

Celeste Gaia - “Carlo”: Un inizio niente male, quantomeno non convenzionale. Anche il proseguimento non cerca la presa facile, e vede delle modulazioni interessanti Il ritornello rischia anche troppo, sembra davvero qualcosa di nuovo per la melodia all’italiana. La voce fa effetto, e’ gestita benissimo e il talento c’e’. L’immagine e’ anche particolare, semplice ma intrigante, sensuale ma non bella. Sembra davvero una sorpresa positiva per questo Sanremo 2012.

Alessandro Casillo - “E’ Vero”: Davvero impresentabile. Appena inizia a cantare passa la voglia. Prevediamo un calo di ascolti serio durante la sua esibizione. Ha una voce irritante, senza dizione e con una modulazione scontata e inefficace. La canzone fa vomitare. Nella struttura, nelle parole, nei suoni. Il ritornello sembra qualcosa di irreale: non si e’ davvero mai sentita per radio una canzone cosi’ brutta, non si capisce perche’ da ora dovrebbe andarci. Chi l’ha votato?

Giulia Anania - “La Mail che non ti Ho Scritto”: Un testo da tredicenne, difficile da sopportare. Delle liriche cosi’ aberranti non si sentivano dai tempi della prima Anna Tatangelo. Diciamo la prima, perche’ la Tatangelo di oggi e’ persino piu’ matura di questa pseudo artista. La voce anche non ha un timbro valido, suona come una “gatta morta”, ruffiana e inespressiva. Ci dispiace accanirci con questa ragazza, ma d’altronde basta ascoltarla per capire come non possiamo che fare altro. Andate su Facebook e sul sito di Sanremo per capire di che stiamo parlando. Ci darete ragione… Ma la domanda e’: con quale coraggio andra’ a cantarla davanti a 10 milioni di italiani?

Dana Angi - Incognita Poesia: Siamo sorpresi e felici per questa vittoria. Lei e’ ancora palesemente immatura, ma era stata tra i 34 brani che avevamo ascoltato quello che aveva lasciato la maggiore curiosita’. Questa ragazza ha fatto una canzone senza pensarci, senza immaginare Sanremo, e si vede. E’ un pezzo venuto dal cuore. La voce e’ da gestire e lei e’ giovanissima. Un talento naturale che rischia grosso in un palcoscenico cosi’… ma questa sara’ davvero una occasione da “o la va o la spacca”. Ci sintonizzaremo su RaiUno solo per lei!

Marco Guazzone - Guasto: Non male. Anche qui, si esce dal convenzionale, e quindi non dispiace affatto. Chiaro come la voce sia da lavorare e lui come personalita’ e’ ancora un ibrido. Ma il pezzo sembra davvero funzionante, un cenno all’Indie Rock e alla musica che non si fa abitualmente in Italia (ricorda qualche pezzo gia’ sentito ma non saprei indicarlo ora), e questa voce immatura da’ al pezzo quella tensione che a Sanremo sicuramente manchera’ in mezzo a tanti brani “canonici”. Anche lui sara’ da vedere con piacere perche’ puo’ sorprendere.

Erica Mou - Nella Vasca da Bagno del Tempo: Wow! Gran voce, maturita’, e un pezzo radiofonico. Si vede che qui c’e’ gia’ un lavoro impostato dietro. Insomma, sara’ quella che andra’ piu’ sicura di tutti a Sanremo, e non ci sorprenderemmo se vincesse. Immagine ottima, il pezzo e’ onesto, il testo non ruffiano ma anzi sciolto e convincente. Persino quel “insieme a te” finale, che e’ abusato e oramai stanco alle orecchie del pubblico, non e’ cosi’ male se lo si valuta in funzione del testo precedente, che fa capire come questo “Te” puo’ essere la sua anima, Dio, o qualcosa di etereo che accompagna la sua esistenza. Non necessariamente il solito principe azzurro rompipalle, o peggio la mammina. C’e’ anche un bel sound dietro, si ammicca ai Cranberries in maniera evidente, ma si mantiene una bella anima all’italiana. Se andasse a gareggiare tra i Big potrebbe vincere persino la’.

Io Ho sempre Voglia - Incredibile: Testo da ragazzini, e anche ripetitivo. Sound rock alla Ligabue, ritornello stucchevole. Non vediamo talento ne’ motivi per ascoltare un brano del genere a Sanremo. C’e’ solo una idea di fondo che e’ quella di fare un rock easy listening da “on the road”, ma dietro l’idea c’e’ una voce senza sorprese, un testo palloso, un ritornello scialbo. Veramente sconcertante. L’unica cosa “Incredibile” qui e’ che una canzone del genere dovra’ andare in scena a Sanremo. Immaginiamo gia’ il pubblico alzarsi per approfittare del bar o del bagno.

Biedel - Sono un Errore: Partono gia’ con un video dei Manetti Bros, e sembrano puntare alto. Ma la voce e’ scarsa. Potremmo anzi dire scarissima. Ha anche una dizione orripilante, una zeppola sulla “s” davvero sconcertante. La canzone si tiene su uno scialbo senza precedenti. Senza alti ne’ bassi. Anche perche’ come e’ possibile andare piu’ in basso? Questo brano non ha davvero nulla, diamine. Il brutto e’ che con questo ritornello Pop e’ anche uno dei brani piu’ commerciali proposti a Sanremo Social. Non son alternativi, non son conformisti, non sono niente. Ah no, sono un errore. Ce lo avevano pure detto prima.

Federico Armeni


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