L’alfabeto dei serial killer cinematografici, a differenza di ogni normale convenzione, comincia dalla lettera M, una lettera che basta da sola ad evocare cinema, arte, espressionismo tedesco ed il fischio inquietante di un assassino di bambini. M, come il meraviglioso film di Fritz Lang del 1931, girato quattro anni dopo un altro capolavoro dello stesso regista, Metropolis, nel quale curiosamente ricorre la stessa lettera iniziale. In questa pellicola il cinema si cimenta per la prima volta nella sua storia con la caccia ad un serial killer, un introvabile mostro di bambine che ha gettato nel terrore la città tedesca di Düsseldorf, un film nel quale Lang prosegue il percorso del cinema tedesco all’interno della corrente artistica espressionista, evidente nel forte contrasto del bianco e nero della fotografia e nell’uso delle ombre come minacciose sagome che si stagliano sui muri (è memorabile la silhouette dell’assassino su un manifesto, mentre avvicina la sua ultima vittima).