Recensione “Ghost dog”, di Jim Jarmusch (1999)
Un killer di professione, amante del codice del samurai che segue alla lettera, oltre che dei piccioni che alleva sul terrazzo in cui vive, incappa in un brutto guaio a seguito di un omicidio commesso per conto del suo “padrone”. Un potente boss chiederà la sua testa perché sua figlia era presente sulla scena del delitto.
