Recensione “Marpiccolo” (2009) di Alessandro di Robilant
Dopo il buon successo ottenuto al Festival di Roma, “Marpiccolo” arriva anche in sala, sei anni dopo l’ultima fatica cinematografica di Alessandro di Robilant (il noioso “Per Sempre”, scritto da Costanzo, reputato un brutto film persino dai suoi attori). Il regista italo svizzero torna finalmente al genere per il quale sembra essere più ispirato, il film di denuncia sociale, realizzando un film intelligente, in grado di raccontare una delle tante realtà del Sud Italia, in questo caso di Taranto, che non sembra così diversa dalla Napoli vista in tanti film (e purtroppo reale), mostrando come i problemi italiani non siano tutti relegati nel capoluogo campano.

