Conclusioni “europee” sul Festival del Cinema di Roma 2008, con licenze su società e politica “all’italiana”
A freddo si possono sempre fare valutazioni migliori su un episodio della propria vita, su un trascorso, sun un periodo. A freddo si può anche parlare meglio dell’illustre festival internazionale di Roma di quest’anno, parlarne senza essere travolti dalle emozioni (cosa importantissima per carità), ma con la forza di una visione maggiormente critica e razionale.
Ecco che la Festa del Cinema - quest’anno chiamata “Festival” - pone in sé i problemi macroscopici dell’Italia, di un Paese e di un sistema che non può funzionare. Non si può mai parlare strettamente di un circolo di persone, indipendenti o libere, che organizzano un qualcosa e vivono l’evento dal loro punto di vista in libertà, facendo poi scegliere a pubblico e stampa se la cosa piaccia o meno. Non si può parlare di un Festival libero, non si può parlare di un evento davvero culturalmente internazionale e stimolante. Vediamo i perché.

