Gianni Minà e Cuba: un rapporto più che duraturo, un rapporto che risale a molti anni fa, quando il celebre giornalista - 50 anni di carriera da festeggiare il prossimo anno - ha cominciato ad avvicinarsi alla realtà cubana dal punto di vista politico, sociale ed economico, prendendola come esempio della rivalsa nei confronti dell’imperialismo economico Occidentale guidato dagli Stati Uniti.
Grandi temi, per una serie di documentari che Minà sta portando nelle sale con grande successo, e soprattutto con riscontro positivo nei confronti di un pubblico sempre più in crescita: “Fidel e il Papa” (parte I e II, in cui possiamo vedere le stupende immagini di Papa Giovanni Paolo II in visita a Cuba), “Cuba 30 anni dopo” (con una amggiore critica sui cambiamenti di Cuba da allora ad oggi), e ora “Fidel cuenta el Che”. Minà dovrebbe fare a breve una collana in dvd chiamata “Cuban Memories”, che speriamo di avere presto nei negozi.
All’anteprima del nuovo “Fidel Cuenta el Che”, la sala Petrassi è stata totalmente riempita, e molta gente è rimasta purtroppo fuori ad aspettare. Gianni Minà introduce il documentario raccontando come lui abbia intervistato due volte Fidel, avendo la sua fiducia e la sua totale disponibilità a parlare di rapporti umani e politici, e di episodi chiave della storia di Cuba (e di riflesso del mondo, da sempre ultimo baluardo a reggere di fronte all’imperialismo statunitense). Minà ha a disposizione circa 16 ore di intervista, da cui potrà sicuramente far fiorire altri documentari interessanti e utili alla comunità.