Cinema su Youtube: Trainspotting, Drugstore Boy, A Scanner Darkly

Scritto il 12 Marzo, 2010 in CINEMA, Speciali

Sono molti i film dedicati al mondo della droga, tant’è che si può ritenere questo gruppo di pellicole appartenenti ad un vero e proprio filone cinematografico, se non addirittura un genere, potremmo chiamarlo il drug-movie. Sono molti gli esempi adducibili a questo gruppo narrativo, così come sono molti i registi che si sono cimentatati nel racconto dell’inferno-droga e di come esso inglobi totalmente chi ne cade vittima. Non sono moltissimi però gli esempi di pellicole del genere che siano riuscite a trattare il tema in maniera adeguata e soprattutto originale e coinvolgente. Oggi ne proponiamo tre che sicuramente rappresentano egregiamente la categoria.

“Trainspotting”, di Danny Boyle (1996)

Uno dei film più indimenticabili per quanto attiene il tema della droga è senza ombra di dubbio questo di Danny Boyle che con uno stile molto particolare ci mostra tutto lo squallore e l’annullamento della persona che c’è dietro l’utilizzo estremo e reiterato di sostanze stupefacenti. A regnare in “Trainspotting” è l’eroina che fa compiere ai suoi protagonisti, tra cui un indimenticabile Ewan McGregor, delle azioni a dir poco deliranti, se non pericolose ed estreme. Alla fine ovviamente il protagonista, a suguito di un percorso di formazione e di presa di coscienza, perverrà alla conclusione che la droga è solo distruzione.

“Drugstore cowboy”, di Gus Van Sant (1989)

http://www.youtube.com/watch?v=N6KdZpZxP_k

Percursore di “Trainspotting” e di moltissimi altri film del genere, incentrati sulla droga e sui suoi effetti disastrosi o meno, questo è un film indipendente come molti dei primi lavori di Gus Van Sant. A parte il fatto di essere uno dei primi di questo genere, “Drugstore cowboy” reca con sè molti degli aspetti originali e surreali (oggetti volanti, allucinazioni, superstizioni varie, montaggio veloce, ecc…), tipici di questo filone cinematografico.

“A scanner darkly”, di Richard Linklater (2006)

Capolavoro del rotoscoping, la tecnica di animazione che ci permette di vedere gli attori recitare sotto forma di “cartone animato”. Il film, tratto da un romanzo di Philip Dick è prima di tutto un’analisi della società americana votata al controllo a volte un po’ troppo scrupoloso dei suoi componenti, controllo che a volte può portare a risultati controproducenti. Al centro della narrazione c’è l’utilizzo da parte di alcuni individui di una droga potentissima e disindividuante come la “sostanza M” (morte) che colpisce anche chi dovrebbe assumere il ruolo di “controllore” e scrutatore (da cui il titolo) di questi soggetti. Il finale è di una potenza evocativa ed emotiva non indifferente, soprattutto nei titoli d coda con la dedica di Dick a tutti i suoi amici che sono morti o sono rimasti gravemente danneggiati a causa di diverse dipendenze.