Edward Hopper a Roma, tra attivita’, lezioni e concerti Jazz a supporto della Mostra

Scritto il 11 Marzo, 2010 in Altre attività, informazioni e notizie

In occasione della grande mostra Edward Hopper, la Fondazione Roma propone un ricco programma di iniziative collaterali volte ad indagare il rapporto tra il più popolare e noto artista americano del XX secolo e il suo tempo.
Il programma prevede una serie di conferenze, lezioni di approfondimento, letture e concerti jazz, da non perdere in corso di mostra, per saperne di più sulla figura del grande artista e per scoprire i più affascinanti aspetti della sua opera e del suo mondo.


VENERDÌ 12 MARZO > ORE 18.30 > Concerto Jazz con Michael Supnick & Sweetwater Jazz Band
Michael Supnick tromba, trombone, voce / Sebastiano Forti sax soprano e tenore, clarinetto, voce /
Sergio Piccarozzi banjo / Paolo “Bruto” D’Amore basso tuba / Nick Mandarino batteria

Una serie di concerti che attraverseranno la musica dei giganti del Jazz più vicini al mondo espressivo di Hopper: il piano di Bill Evans, la tromba di Miles Davis e Chet Baker, il sassofono di Lester Young e Ben Webster, il trombone di Bob Brookmeyer.
I brani saranno eseguiti da alcuni dei migliori musicisti Jazz italiani di diverse generazioni.
Suoni avvolgenti, evocativi, profondità, tensione ritmica, sfumature, bellezza pura e silenzio per rendere al meglio la tipica atmosfera di un dipinto di Edward Hopper.
La prima grande mostra di Edward Hopper in Italia
La “Hopper-mania” continua anche a Roma.
A Palazzo Reale di Milano la mostra ha realizzato il numero più alto di visitatori degli ultimi 10 anni e il Museo Fondazione Roma si prospetta destinato allo stesso successo, con una previsione ad oggi di 200.000 visitatori.
Il pubblico è entusiasta e resta affascinato dal percorso espositivo che riunisce capolavori straordinari (con novità assolute nella sede romana) in un suggestivo e scenografico allestimento.
Per agevolare i flussi di visitatori la mostra è aperta il venerdì e il sabato fino alle 22.00.
E per assecondare le grandi richieste perventute, dalla prossima settimana la mostra sarà aperta anche tutti i lunedi dalle 10 alle 18.

© Fotografie Pierluigi Siena

Per la prima volta in Italia, Milano e Roma rendono omaggio all’intera carriera di Edward Hopper (1882-1967) il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese.

Accolta dal pubblico con grande successo nella sede di Palazzo Reale a Milano, con oltre 200 mila visitatori, la mostra è attesissima a Roma, dove sarà inaugurata il 16 febbraio 2010 nelle sale del Museo Fondazione Roma, con importanti novità: l’arrivo di altri capolavori dai musei americani, un originale e suggestivo allestimento e una nuova edizione del catalogo.

Promossa dalla Fondazione Roma, cui si deve l’impulso iniziale alla realizzazione dell’evento, grazie all’iniziativa del Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, la mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano - Cultura, il Whitney Museum of American Art di New York e la Fondation de l’Hermitage di Losanna; coprodotta e organizzata da Arthemisia Group, proseguirà alla Fondation de l’Hermitage di Losanna, dal 25 giugno al 17 ottobre 2010.

“Edward Hopper – afferma Il Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, Presidente della Fondazione Roma – è il cantore inquieto e originale di quell’America del quotidiano, che rifugge dal glorificare la potenza economica statunitense, per preferire, al contrario, il volto della tranquillità ordinata e riservata, i silenzi delle case e della gente della middle class. Hopper può definirsi uno dei massimi poeti della solitudine, dell’isolamento, del senso di estraniamento urbano del secolo scorso, eppure, questo evento da me fortemente voluto in Italia, oltre a rappresentare un tributo al grande artista americano, costituisce una celebrazione della cultura in senso lato: due distinte istituzioni, infatti, una privata e l’altra pubblica, la Fondazione Roma e l’Amministrazione comunale di Milano, neppure contigue geograficamente, si sono messe insieme per realizzare nelle rispettive città una grande mostra antologica che ripercorre tutte le fasi della produzione e della carriera artistica di Hopper, con alcuni capolavori celeberrimi e altri meno noti al pubblico.”

A Roma nuovi eccezionali dipinti
Oltre alle 160 opere esposte alla mostra milanese, a Roma giungeranno altri grandi capolavori dell’artista, quali il bellissimo Self-Portrait del 1925-1930 e, inoltre, The Sheridan Theatre (1937), New York Interior (1921 circa), Seven A. M. (1948); South Carolina Morning (1955) accanto ai relativi disegni preparatori. Dipinti straordinari che completano il gruppo delle opere celebri già presenti a Milano, tra cui Summer Interior (1909), Pennsylvania Coal Town (1947), Morning Sun (1952), Second Story Sunlight (1960), A Woman in the Sun (1961) e la bellissima Girlie Show (1941). Un percorso, a cura di Carter Foster, che attraversa tutta la produzione di Hopper e tutte le tecniche di un artista considerato oggi un grande classico della pittura del Novecento.

Allestimento “STOP E MOTION”
Grazie al suggestivo allestimento a cura del team Master IDEA, costituito ad hoc da IDEA Associazione Italiana Exhibition Designers e guidato dall’Arch. Luca Cendali, sarà possibile ammirare Hopper in una veste del tutto diversa e originale. Il nuovo allestimento, voluto dal Presidente Emmanuele F. M. Emanuele e appositamente ideato per il Museo Fondazione Roma, prevede di far rivivere le opere di Hopper come ricostruzioni di spazi fisici, puntando soprattutto sull’elemento architettonico che il visitatore può animare.
Il pubblico avrà un’accoglienza mozzafiato, perché farà il suo ingresso in mostra attraversando una suggestiva ambientazione notturna con una ricostruzione scenografica ispirata al bar raffigurato nel noto dipinto Nighthawks (1942). Un ingresso che invita ad immergersi nel mondo di Hopper e a diventare protagonisti del dipinto, grazie ad un’operazione perfettamente in linea con la poetica dell’artista che guarda all’uomo comune come al soggetto narrativo dei suoi quadri. Uno spazio che verrà animato da eventi collaterali nel corso dell’esposizione.
Il percorso della mostra proseguirà all’insegna dell’interazione tra opere e visitatori grazie alle scenografiche e suggestive ambientazioni che seguono l’impostazione cronologica e tematica del curatore. Le scene fissate dall’artista sulla tela saranno fonte di immaginazione e dilatazione temporale per chi guarda, così come avviene nel racconto cinematografico teatrale o letterario. L’allestimento, arricchito da un’illuminazione che scandisce la dimensione spazio-temporale e da un sottofondo sonoro con rumori ispirati ai luoghi dei quadri (città, interni, campagna, mare), accompagnerà quindi l’evoluzione stilistica di Hopper e il contesto che l’ha contraddistinta, amplificando il flusso emozionale generato dai suoi dipinti. Una mostra, unica nel suo genere e ancora più coinvolgente, che si potrà vedere o rivedere nella capitale come un nuovo straordinario evento.

Saggi in catalogo
Anche il catalogo Skira dell’edizione di Roma, sarà una pubblicazione rinnovata. Oltre ai saggi di Carter Foster, Carol Troyen, Sasha Nicholas, Goffredo Fofi, Demetrio Paparoni, Luigi Sampietro, conterrà infatti anche i saggi di Vittorio Sgarbi e Marco Di Capua, e le prefazioni del Presidente della Fondazione Roma, Emmanuele F.M. Emanuele; del Sindaco di Milano, Letizia Moratti; dell’Assessore alla Cultura e alla Comunicazione del Comune di Roma, Umberto Croppi; dell’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America presso la Repubblica Italiana e San Marino, David H. Thorne; e di Adam D. Weinberg, Alice Pratt Brown Director del Whitney Museum of American Art.

Infoline > 199 202 202 www.edwardhopper.it

EDWARD HOPPER E IL SUO TEMPO
conferenze / lezioni / letture / concerti Jazz da non perdere
ingresso gratuito - biglietto mostra obbligatorio
prenotazione obbligatoria > T 06 6786209
sala conferenze del Museo Fondazione Roma > via del corso 320 - Roma