Parte la nuova avventura Rock, Progressive e Blues di Roma col Crossroads Live Club

Scritto il 29 Settembre, 2009 in Comunicati Locali

“I went to the crossroad, fell down on my knees”… inevitabile che il pensiero corra a Robert Johnson. Il titolo originario di “Cross Road Blues”, registrata il 27 novembre 1936 in Texas (una canzone incisa nello stesso giorno in cui, sei anni dopo, sarebbe nato Jimi Hendrix non poteva che diventare “leggendaria”!), fu trasformata in “Crossorads” nel 1968 dai Cream: Eric Clapton (è lui a cantare), Jack Bruce e Ginger Baker aggiunsero anche un paio di strofe al brano, virandolo da blues a fior di labbra a tiratissima rocksong, dove la chitarra di Clapton raggiunse livelli di assoluta passione. Opera d’arrangiamento-trasformazione simile a quella operata da Jimi Hendrix con “All Along The Watchtower”, folk song di Bob Dylan, irriconoscibile dopo la cura del mancino di Seattle. L’incontro narrato in “Crossroads”, in cui Robert Johnson vendette l’anima al diavolo, avvenne in quello che nell’immaginario collettivo è ormai il più leggendario “incrocio” (“Crossroad”, appunto) nella storia dell’arte dei suoni. La musica, prima dal vivo e poi discograficamente, si evolve da sempre grazie agli incontri-scontri tra culture, tradizioni, sperimentazioni e ricerche anche di memorie perdute.

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Il Crossroads vuol essere il filo conduttore d’esperienze anche diversissime tra loro ma con l’obiettivo di una comune sensibilità culturale. Crossroads=incrocio stradale, crocevia, crocicchio, bivio… nel suo DNA il senso della scelta continua. Inevitabile, quindi, prendere in prestito questo nome, visto l’amore che l’intera squadra degli X-Men ha per la musica… emozione per cui, come Robert Johnson, venderebbe l’anima a chi vi pare. In qualsiasi incrocio lungo la nostra storia ci sarà sempre la musica dal vivo, una volta tanto privilegiata rispetto a qualsiasi altra attività collegata (ristorante, bar, discoteca, che sarà sempre abbinata al tema musicale del concerto precedente, anche e soprattutto di sabato). Sia che si svolti a sinistra, a destra, a nord, a sud, ad est, ad ovest o verso qualsiasi punto cardinale non ancora scoperto la nostra bussola punterà sempre verso la musica dal vivo. ONLY LIVE MUSIC. Prima la musica e poi tutto il resto. Incroci sonori a 360 gradi ma con uno steccato non abbattibile: la musica di qualità. Non importa lo stile, non ci spaventa la diversità, figurarsi quella musicale: le barriere che noi poniamo sono di natura sociale e culturale. Vogliamo che ci sia uno spazio “importante”, e noi speriamo di diventarlo, per quei settori artistico-musicali che non trovano casa altrove, se non in misura limitata: al bando la musica commerciale, che ha già molti spazi, e accoglienza incondizionata per progressive rock, jazz-rock, blues e derivati, psichedelia, rock anni 70/80/90/2000, elettropop, musica strumentale, opere rock, indie rock, hard rock & heavy metal, country, musica acustica, reggae, folk, canzone d’autore, jazz, suoni etnici, musica classica e sperimentale.

In programmazione grandi nomi internazionali e italiani, ma sempre del settore alternativo, spesso fuori dalle major discografiche. Un discorso a parte per le tribute bands, nessuna esclusione ma il tentativo di raccontare la grande storia del rock attraverso lo studio di un patrimonio musicale ormai immenso: nella prima parte del concerto sempre un disco importante, intero e nella sequenza originaria, nella seconda i brani che hanno reso immortali nomi come Who (Tommy, Quadrophenia), Genesis (Foxtrot, Second’s Out), Santana (Abraxas, Lotus), Pink Floyd (Live at Pompei, The Wall il 30 novembre nel giorno del trentennale dell’uscita), solo per citare i primi che ci vengono in mente. Attenzione particolare cercheremo di darla alle Scuole di musica, fondamentali nel dare il giusto approccio, non solo tecnico, a chi prende in mano per la prima volta uno strumento.

Organizzeremo festival e rassegne (Hendrix Festival, A Kind of Blues, Progressivamente Rock Festival, Ethereal Folk Festival, ElectroActivity, Let It Beer, il ritorno dello storico “Metallo Italia”) e cercheremo di coinvolgere i nostri mediapartner (radio, giornali, tv e siti internet) nella divulgazione della cultura musicale non modaiola. Ma, proprio per questa nostra “vocazione alle contaminazioni sonore”, potremo ospitare solo una piccola parte dello sterminato esercito dei musicisti italiani, non solo romani, che avrebbero bisogno del Crossroads e di mille altre palestre live. In ogni settore musicale affrontato dal Crossroads ci sarebbero migliaia d’artisti pronti a suonare e fisicamente non possiamo esaudire tutti questi desideri, il compito è troppo grande per qualsiasi singola struttura. Come in Francia, ma anche in altre nazioni, lo Stato dovrebbe aiutare chi decide d’intraprendere il grande sogno della musica dal vivo, prima di tutto i musicisti. Altrimenti si rischia sempre di rimanere, pur non volendo a livello culturale, legati al vecchio e sempre efficace, stereotipo del “è bello ma non balla”. Cercheremo di mantenere la guardia alta e la giusta attenzione all’universo musicale circostante. Ma la ricerca di una sana amministrazione, che permetterà di avere concerti a prezzi accettabili, sarà l’unica possibilità per non far abortire il progetto Crossorads.

Siamo un live club, una sala concerti, un teatro ai margini della città, dentro e fuori la realtà metropolitana, un po’ jolly a tutto campo, un esperimento in divenire dove convogliare le emozioni in musica che avvolgono il nostro essere vivi. Non una scelta facile però sincera, conscia delle difficoltà che andremo ad incontrare ma fortificata dalla consapevolezza di queste inevitabili asperità di percorso, sicuri di affrontarle con molti di voi al nostro fianco… tanti che hanno percorso con noi già innumerevoli km sulle strade della musica e, speriamo, tanti di più con cui andremo a consumare i km che ancora abbiamo voglia di percorrere… un lungo cammino solo per raccontare, se ci sarà qualcuno che le vorrà ascoltare, le nostre “storie di musica”… in un mondo che non ha più attenzione per le “storie di vita quotidiana” ci sembra doveroso provarci…

Guido Bellachioma

CROSSROADS LIVE
& DISCO PARTY

GIOVEDI’ 1 OTTOBRE
Apertura porte ore 20
INGRESSO LIBERO

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Ecco il menu per il nostro LIVE party di inaugurazione… vi aspettiamo giovedì 1 ottobre
per festeggiare tutti insieme, tutti gli incroci musicali possibili…

Con noi ci saranno:

LIBERPOOL
Gli ex Lunapop Alessandro De Simone, Gabriele Gallassi e Andrea Capoti presentano il loro primo album “LP” http://www.myspace.com/liberpoolmusic
http://www.liberpool.it

DAVIDE VAN DE SFROOS
Esibizione chitarra acustica e voce per il carismatico cantautore comasco.
www.myspace.com/davidevandesfroos
www.davidevandesfroos.com

LE BORG
Nuovo trio Elettro-pop Kratfewerk Style formato da Paolo Di Cioccio, Furia Elettrica e Ivano Nardi.
Presentano il loro primo CD in uscita per Rai Trade.
http://www.paolodicioccio.it

JAZZ-ROCK JAM
Fabio Cerrone alla chitarra, Pierpaolo Ranieri al basso e Pierpaolo Ferroni alla batteria…
www.myspace.com/fabiocerrone
www.myspace.com/pierpaoloferroni

From Innuendo, LUIGI LUSI (chitarra e voce) e GIACOMO VITULLO (tastiere)
proporranno una serie di classici rock in chiave acustica
http://www.myspace.com/jijismusic

ITALIAN SOUL DELEGATION
L’ultima frontiera del funky-soul italiano con Fulvio Tomaino, voce; Massimo Calabrese, basso e voce; Luciano Ciccaglioni, chitarra e voce; Franco Ventura, chitarra e voce; Davide Pistoni, tastiere e voce; Luca Trolli, batteria e percussioni; Eric Daniel, sax e flauto; Giancarlo Ciminelli, tromba.
http://www.myspace.com/fulviotomainoisd

+ Disco Night
Prima, durante e dopo la Live Night, selezioni musicali rock, funky, soul, reggae, elettropop a cura del leggendario dj Stefano Di Nicola, uno che sin dagli anni 80 ha lavorato nelle migliori discoteche internazionali, capace, grazie alla sua grande cultura musicale, di mixare efficamente i Doors ai Weather Report, i Marillion agli Chic e Otis Redding agli AC/DC… appunto uno di quelli sempre “Crossroads” come piace a noi…