“Light To Freedom” al Festino di Santa Rosalia a Palermo
E’ stato presentato il 384esimo Festino di Santa Rosalia che tanto cattura l’attenzione dei media di tutto il mondo: la manifestazione, per la regia di Alfio Scuderi, ospiterà in questa edizione anche l’iniziativa internazionale Light to freedom in onore di tutte le vittime di sequestro del mondo. Dopo Daniel Ezralow, Jerome Savary, Luigi Lo Cascio, Eleonora Abbagnato, quest’anno ad aprire la festa saranno 2 attori che hanno segnato la storia di Palermo: Claudio Gioè e Pino Caruso. A scandirla, nella parte centrale, Vincenzo Pirrotta, che a Napoli, in occasione dello spettacolo di Roberto Andò, è stato “notato” da Brian Eno che pare lo scritturi presto per un progetto internazionale. A concluderla, non uno, ma due concerti musicali insieme ai tanto rinomati fuochi d’artificio che, come di consueto, chiuderanno l’evento. Quest’anno sarà Nino D’Angelo a rappresentare la tradizione popolare, i Tinturia invece rappresenteranno “il nuovo”.
384° Festino di Santa Rosalia
La Santuzza - Rosalia, rosa oltre le spine
Il racconto della città - 14 luglio 2008

Ideazione e regia: Alfio Scuderi - Con Pino Caruso, Claudio Gioè, Vincenzo Pirrotta - Musiche: Sun e Gruppo Polifonico del Balzo, La Banda di Palermo, Elisa Parrinello e la Piccolina Orchestrina Ditirammu, Salvatore Bonafede - Con la partecipazione di Paride Benassai, Gino Carista, Giacomo Civiletti, Giorgio Li Bassi - Costumi: Daniela Cernigliaro - Il Carro della città è ideato da Jannis Kounellis - Il Carro del sentimento popolare e le statue delle “Santuzze” sono ideati da Fabrizio Lupo - Il Carro della rosa oltre le spine è ideato da Marcello Chiarenza - Con la partecipazione straordinaria di Nino D’Angelo e i Tinturia.
La città-palcoscenico racconta se stessa
La 384ª edizione del Festino di Santa Rosalia sarà dedicata alla città e alla sua gente, sarà nel segno della contemporaneità, pur nel rispetto della tradizione; e, attraverso la gioiosità della festa, racconterà Palermo e le sue diverse anime: la Palermo colta e quella popolare, la Palermo tradizionale e la città che guarda al domani. Un evento, religioso e festoso insieme, che vedrà protagonisti tantissimi artisti palermitani e siciliani, giovani e meno giovani, ed uno spettacolare corteo, fatto di ben tre carri trionfali (fra cui quello dell’anno scorso, firmato da Kounellis) e altrettante Santuzze, che si svilupperà lungo il Cassaro, facendo rivivere il cuore della città, dalla Cattedrale a Porta Felice, fino al mare.
Quattro saranno i momenti fondamentali dello spettacolo della notte del 14 luglio: l’orazione nei Giardini della Cattedrale; il corteo della Santuzza lungo il Cassaro; il passaggio-fermata ai Quattro Canti; e la “liberazione” a Porta Felice. In ultimo, la festa popolare al Foro Italico, con i “giochi di fuoco” e – assoluta novità di quest’anno – due grandi concerti che prolungheranno la festa oltre le tradizionali luminarie pirotecniche.
Queste le principali coordinate del Festino 2008 che, come quello dello scorso anno, eviterà la drammatizzazione della cronaca delle tragiche vicende causate dall’epidemia di peste che nel 1624 misero in ginocchio Palermo, per mostrare il volto di una città che, partendo dalla sua gloriosa tradizione, valorizza le sue migliori energie del presente e guarda con coraggio e speranza al futuro.
Dedicato ai sequestrati di tutto il mondo
E se l’edizione 2007, intitolata alle vittime della mafia, portò un messaggio forte di legalità, il Festino 2008, puntando sempre su un importante tema sociale d’attualità, è dedicato ai sequestrati di tutto il mondo. Con la sua festa, infatti, Palermo aderisce all’iniziativa internazionale Light to freedom, “Una luce per la libertà”, per non dimenticare le vittime di questi odiosi crimini: la notte del 14 luglio, al termine del corteo, una grande luce si accenderà ai piedi di Monte Pellegrino verso il santuario di Santa Rosalia, simbolo di fede e di speranza, per ricordare tutte le persone sequestrate, bambini, donne e uomini, sotto ogni latitudine.
La storia di Santa Rosalia, dalle origini normanne e dal suo eremitaggio sul Monte Pellegrino, fino alla peste del 1624 che annientò Palermo e del miracolo liberatorio, diventerà, così, metafora di una città che, guardando se stessa, si rinnova e si libera dalla peste del crimine, unendosi ad altre voci del mondo per un’epoca migliore. La vicenda della Santa normanna che guarisce e che consola celebrerà il profondo legame tra Rosalia, la Chiesa e i palermitani, in un momento di devozione e di gioia di liberazione, di riflessione e ottimismo, tra fede e cultura, religione e storia.
Palermo e i suoi artisti
Palermo, dunque, celebra se stessa in un Festino nel quale la città verrà raccontata attraverso immagini, storie, personaggi, umori, colori e suoni. E sarà la musica a guidare questo percorso: musica tradizionale rivisitata in chiave contemporanea, motivi etnici, moderni, balcanici, blues.
Una città-palcoscenico che si racconterà attraverso alcuni dei suoi migliori artisti: ad aprire la notte del 14 luglio ci saranno Pino Caruso e Claudio Gioè. Il primo, amatissimo dalla sua città, torna a Palermo per festeggiarla, proprio dopo aver segnato, con la sua direzione, il nuovo corso dei Festini. Claudio Gioè vi ritorna nell’anno della sua consacrazione artistica. Ed eccoli insieme, il giovane a fianco dell’adulto, a rappresentare la tradizione e l’innovazione, palermitani nel segno di Palermo. Le loro voci daranno vita alle parole di un altro palermitano illustre: l’orazione in Cattedrale sarà costituita da alcuni brani tratti da scritti dell’autore e regista Michele Perriera, accompagnati dalle musiche dei Sun e dal Gruppo Polifonico del Balzo.
Altri palermitani saranno sul Carro della Città nel corteo lungo il Cassaro: Paride Benassai, Gino Carista, Giacomo Civiletti, Giorgio Li Bassi, che impersoneranno i quattro mercati popolari storici di Palermo, simbolo dell’intera città. E altri palermitani ancora scandiranno le musiche del corteo: la Banda di Palermo, Elisa Parrinello e la Piccola Orchestrina Ditirammu.
Sarà un corteo festoso, colorato, luminoso, simbolo di ottimismo e speranza, che vedrà non un solo Carro trionfale, ma ben tre Carri allegorici; e che per la prima volta vedrà sfilare tre Santuzze, anche loro anime diverse, ma simboli di un’unica, grande fede popolare, di un’unica grande Palermo.
E la chiusura del corteo, a Porta Felice, vedrà protagonisti altri due artisti palermitani: l’ultima invocazione alla Santa, infatti, sarà affidata ad un rap contemporaneo che prenderà forma nelle parole di Vincenzo Pirrotta e nella musica di Salvatore Bonafede. Ma tutto il Festino 2008 sarà realizzato da scenografi, musicisti, ballerini, figuranti e maestranze siciliani.
I Carri allegorici e le “Santuzze”
Saranno tre i Carri allegorici che animeranno il corteo, raffigurando le diverse anime della città. E tre anche le Santuzze che sfileranno sopra i tre carri lungo il Cassaro.
Il primo è il Carro della Città, lo stesso ideato per l’edizione dello scorso anno dall’artista Jannis Kounellis, decorato da cristalli Swaroski, che tornerà a sfilare accogliendo nella sua prua le quattro anime (ovvero i quattro mandamenti) della città, rappresentate da Benassai, Carista, Civiletti e Li Bassi. Ad accompagnarli, la Banda di Palermo. Il carro sarà lungo 11 metri e largo 5. La sua vela arriva ad un’altezza di 10 metri. Ed anche la statua di Santa Rosalia è la stessa di quella dell’edizione dello scorso anno.
Il secondo è il Carro del Sentimento popolare, ideato da Fabrizio Lupo. È il carro della festa dei poveri o degli sposi, simbolo della festa nella sua accezione più popolare, caratterizzato da una teoria di luminarie che esalteranno la plasticità delle figure con un gioco chiaroscurale, rendendo l’impatto visivo carico di emotività. Gli sposi sul carro saranno un’effige statuaria; posti sotto la statua della Santa, recheranno in mano le rose rosse della Patrona e saranno incoronati da una luminaria a forma di ruota di carretto che avanza trionfalmente in mezzo alla folla. Sul carro si esibiranno Elisa Parrinello e la Piccola Orchestrina Ditirammu. Lungo 7 metri e largo 4, il carro avrà in cima una ruota di luminarie dal diametro di 2,50 metri; sarà illuminato da 2.500 lampadine, di cui 1.500 led. In cima un grande busto di Santa Rosalia con il viso rivolto verso il cielo.
Il Carro della Rosa oltre le spine, ideato da Marcello Chiarenza, è il carro della fede. Un impianto “terreno” fatto di rami e fiori, che aspira al cielo, sorvolato, appunto, da un firmamento stellato, costituito da reti di pescatori e da migliaia di specchi. Protagonista sarà sempre la Santuzza, disposta sopra un monte di rose, Monte Pellegrino; una scala di rami intrecciati a spine guarderà verso l’alto con una grande rosa rossa in cima. “La rosa oltre le spine”, perché i mali terreni, le difficoltà e gli ostacoli di tutti i giorni, rappresentati dalle spine, verranno sconfitti dalla fede e dall’amore di Rosalia. Un carro contemporaneo, semplice e simbolico al tempo stesso, fatto di rose e luci, lungo 14 metri e largo 5, che raggiungerà un’altezza massima di 8 metri; Monte Pellegrino sarà alto 2,50 metri e ricoperto da 30 mila rose rosse. Per costruire il velario che sovrasta la Santa, sono stati utilizzati rami di nocciolo e reti da pesca, oltre a 15 mila specchietti. La statua della Santa, di modello serpottiano, avrà un’altezza di 2 metri e sarà dipinta interamente a foglia d’oro zecchino.
I giorni che annunciano il Festino
Un segno di continuità con il passato sarà rappresentato da altri momenti di spettacolo nei giorni precedenti alla notte di lunedì 14 luglio. In altri tempi, infatti, il Festino vantava fino a dieci giorni di festeggiamenti. Così, quest’anno, ad arricchire il racconto della città, particolare attenzione sarà rivolta agli spettacoli di tradizione che annunciano il Festino. Dal 10 al 13 luglio, cunti, triunfi, musiche popolari, canti e racconti della devozione che hanno segnato la storia di Palermo e della sua festa, apriranno le celebrazioni in onore di Santa Rosalia. Coinvolti in una ventina di spettacoli gli artisti palermitani particolarmente esperti nello studio e nella ricerca di questa secolare tradizione.
LO SPETTACOLO DEL 14 LUGLIO
I Giardini della Cattedrale - Il racconto della città
Il 384° Festino di Santa Rosalia inizierà alle 21.30 nei Giardini della Cattedrale. E, proseguendo l’indirizzo avviato nella scorsa edizione, sarà un’orazione musicale a dare il via allo spettacolo.
Pino Caruso e Claudio Gioè, attraverso alcuni brani tratti dai testi Fondale bianco e La spola infinita di Michele Perriera, introdurranno la narrazione sulla città e la sua Patrona. A scandire l’orazione, tre formazioni musicali che racchiudono altrettante anime di Palermo: l’anima tradizionale, l’anima etnica e l’anima contemporanea. I tre gruppi sono: il Gruppo Polifonico del Balzo, composto da trenta elementi; il complesso palermitano dei Sun e quattro percussionisti “brasiliani di Palermo”, insieme in un unico particolare progetto musicale, “Sacred voices”, l’incontro tra oriente e occidente. Un autentico coro gregoriano, un trio elettro – acustico, strumenti a fiato e percussioni, reinterpreteranno canti della tradizione sacra e di quella popolare siciliana, in una chiave del tutto originale, fino a chiudere il nostro primo quadro con un’antica messa brasiliana, “O Paka tu”, dalle forti sonorità, segnando l’inizio della liberazione dalla peste.
L’ultimo brano darà il via al corteo. Un grande effetto bianco al magnesio accenderà la Cattedrale e si alzeranno in volo i simboli scultorei di questo Festino: un veliero portatore di peste; una “rete di stelle”, simbolo del cielo stellato e della fede; una grande luna, principio femminile, dea madre; quindi, la “rosa oltre le spine”.
Il Corteo della Santuzza - La città, la festa, la gioia
Al grido di “Viva Palermo e viva Rosalia!”, i quattro attori scelti come simbolo della città, Paride Benassai, Gino Carista, Giacomo Civiletti e Giorgio Li Bassi, rappresentanti i quattro mercati popolari di Palermo (il Capo, Ballarò, la Vucciria e il Borgo Vecchio), daranno il via al corteo lungo il Cassaro, posti sopra il Carro della Città di Kounellis.
Oltre ai tre Carri con le Santuzze, il corteo sarà animato da una fantasmagoria di bandiere, simbolo del bene e della gioia, e dalle “sculture volanti” di Marcello Chiarenza: il veliero della peste, la rete di stelle, la luna madre e la nave di gigli.
Quindi, il corteo inizierà la discesa verso il mare, accompagnato da un’imponente colonna sonora eseguita dal vivo: sul Carro della Città, la Banda di Palermo e sul Carro del Sentimento popolare, Elisa Parrinello e la sua Piccola Orchestrina Ditirammu; a seguire, i tradizionali Tamburinai Aucello, che precederanno il Carro della Rosa oltre le spine.
I Quattro Canti - La Rosa oltre le spine
L’ombelico della città è, simbolicamente, anche il centro della festa. Al passaggio ai Quattro Canti, il Carro della Città recherà l’omaggio dei “quattro mercati viventi” ai quattro mandamenti ed alle quattro Sante patrone della città, prima dell’avvento di Rosalia. Sarà, poi, la città a rendere omaggio al passaggio delle tre Santuzze, con una pioggia di petali rossi sul Carro della Rosa oltre le spine.
Porta Felice - Invocazione di pace, la liberazione
È l’ultimo quadro, quello della liberazione definitiva dalla peste, della cacciata di tutti i mali, della purificazione, l’ultimo passaggio prima dell’arrivo sul lungomare, e quindi della festa popolare. Ad accogliere il corteo festoso, ci saranno altre due voci della città, nella loro invocazione contemporanea. L’attore Vincenzo Pirrotta darà l’ultimo saluto di pace e libertà alle Santuzze con un rap tra musica e cunto, Unn’è ’cchiù scuru, testo inedito da lui stesso scritto. Il rap verrà accompagnato da una “musica celeste” eseguita da un pianista acrobatico: dall’alto, infatti, Salvatore Bonafede, apparirà con il suo piano dal cielo ed eseguirà una sonata evocativa scritta apposta per il Festino. Avrà, così, fine lo spettacolo ed inizierà la festa popolare.
La Marina - La festa popolare con concerti e giochi di fuoco
Quest’anno la festa popolare si annuncia più lunga, ricca e vivace del solito. Alle 23.30 Pino Caruso e Claudio Gioè, dal palco del Foro Italico lanceranno ufficialmente un appello a tutti i palermitani contro i sequestri del mondo e a favore dell’iniziativa Light to freedom. Una grande luce illuminerà Monte Pellegrino, collegando idealmente la città al santuario della Patrona, e darà il via al concerto, che accoglierà l’arrivo delle Santuzze al mare. Anzi, un doppio concerto, che unirà la tradizione con la modernità. Su un palco posto al Foro Italico, prima dei fuochi d’artificio, si esibirà Nino D’Angelo, beniamino del popolo palermitano, che gli ha tributato i primi grandi successi. Canzoni per una quarantina di minuti circa; quindi, il colore che incendia il cielo della città e la musica che lascia il posto ai giochi di fuoco, curati dalla ditta La Rosa Fireworks. Dopo una partitura pirotecnica scandita da musiche riprodotte e la masculiata finale, la festa continuerà con il concerto dei Tinturia, che chiuderà la notte con musiche e danze lungo il mare.
Un maxi schermo al Foro Italico
Tutta la serata, a partire dalle 21.30, sarà guidata dal conduttore Salvo La Rosa, che commenterà la diretta televisiva proiettata per l’occasione su un maxi schermo posto a fianco del palco del Foro Italico.
