L’indipendente Giorgio Maggiore torna con “Dentro ai tuoi sogni”

Scritto il 17 Aprile, 2008 in Musica Indipendente

Giorgio Maggiore è un piccolo fenomeno italiano, uno di quelli che crede ancora nei “lavori di ispirazione”, che rifiuta il compromesso del mercato, e preferisce far volare con un suo intimo (anche discutibile, perché no) gusto i suoi ascoltatori. E’ uscito così un altro dei suoi lavori, “Dentro ai tuoi sogni”.

dentroaituoisogni-maggiore.jpgQuando si ascolta una voce così “normale”, è difficile appassionarsi. Siamo presi da degli standard musicali (assolutamnete comprensibili), e spesso siamo incapaci di prendere degli input diversi. Uno come Giorgio Maggiore vive l’opera come un quadro, e gli piace mettere ancora quei colori che usava da piccolo, sensa usare chissà quali tecniche.

Noi che seguiamo Maggiore da anni, possiamo ancora garantire che il suo è un viaggio, dentro la sua personalità, che vuole condividere con gli altri, sperando che le sensazioni che ha provato possano essere condivise con qualcuno. Uno sguardo ingenuo, fatto da suoni spogli e da formule delicate e leggere, colorate semmai da alcuni intrecci arrangiativi molto interessanti. D’altronde, dal libretto possiamo capire la “voglia di viaggio” di Maggiore: titoli evocativi (Bagliori di luce, Il tuo fiore vero, Il sogno infinito) e foto di natura e natura soltanto.

Nel suo studio milanese Maggiore si è chiuso in sé stesso e ha trovato il sogno. Così usa le chitarre elettriche ed acustiche, il basso, il piano, i tamburi, lo shekeré, e non chiede niente a nessuno. Non si fa condizionare e il risultato è evidente all’ascoltatore attento. Undisco tra jazz e pop, condito da atmosfere da colonna sonora, musiche da “commento alle immagini”. E lui commenta la sua immaginazione.

L’ascolto è consigliato in funzione delle passate opere, e magari della conoscenza della persona, perché è bello e curioso entrare nell’animo di una persona e della sua capacità d’espressione, almeno quanto la persona è un sognatore doc come Giorgio Maggiore.

Buon ascolto a tutti, e sogni d’oro.

Federico Armeni