Recensione “Barcelona, una mapa”, di Ventura Pons

Scritto il 25 Ottobre, 2007 in Festa del Cinema 2007

“Questo è un film sulla solitudine che si prova quando si sta per morire”, così Ventura Pons, regista del film, descrive la sua creatura in concorso alla festa del cinema.

Una coppia di anziani affittuari, cerca di convincere gli inquilini a trovarsi un’altra sistemazione per permettere a Ramon (Josep Marìa Pou) di morire da solo in casa, a causa del tumore che lo sta portando via. In questi dialoghi la storia emerge in frammenti, gradualmente e si va a comporre come un puzzle; una professoressa di francese che rimpiange la gioventù culturale di cui faceva parte e punta il dito contro i ragazzi moderni e la loro assenza di idee; un giovane ragazzo (Pablo Derquì) che lavora come guardiano in un centro commerciale (ma sognava un futuro da calciatore) con problemi di coppia e carenze di affetto; infine un’affascinante cameriera argentina nei primi mesi di una gravidanza di cui non conosciamo (inizialmente) il padre. La vicenda si svolge tutta dentro l’appartamento, ma la città è il continuo punto di riferimento dei discorsi e dei numerosi flashback che approfondiscono i profili dei personaggi.

L’ironia è l’arma vera a disposizione del regista per sconfiggere la morte. L’ironia su un corpo in decadenza come quello del protagonista (“il dottore ha detto che non devo trattenere le scuregge”) o le situazioni divertenti legate all’ equivoco travestimento di Ramon e di sua moglie Rosa (Nuria Espert) sono un ottimo strumento per distogliere lo sguardo dal velo di tristezza e di ansia presente nel volto del padrone di casa (davvero una grande performance). Tuttavia il film tocca corde anche molto sensibili, quando parla di incesti passati e di tradimenti svelati; Ventura Pons sceglie di  iniziare e finire con immagini della Barcellona franchista, come monito di un passato ingombrante e come logico punto di partenza per capire l’origine e le sfaccettature dei differenti personaggi. L’effetto realistico iniziale, dato da una trama verosimile viene sospeso improvvisamente sul finire della vicenda, dove Ramon mostra dei poteri paranormali in una provocazione interessante, una dichiarazione di amore/odio verso una città piena di contraddizioni.

Davide Murri