Recensione “Rendition” di Gavin Hood

Il nuovo film di Gavin Hood irrompe nelle sale della Festa del Cinema di Roma con una forte denuncia contro le pratiche antiterrorismo della CIA, e lo fa attraverso un film impeccabile, forte di una sceneggiatura senza punti morti e aiutata dalle splendide interpretazioni di Reese Whiterspoon, Jake Gyllenhaal e della solita straordinaria Meryl Streep, brava come sempre seppur in un ruolo minore.

Alla base della storia c’è un caso di “extraordinary rendition”: un chimico egiziano, che sta tornando dalla sua famiglia negli Stati Uniti dopo un convegno in Sudafrica, viene fermato all’aeroporto di Washington e riportato clandestinamente da un aereo privato della CIA in Sudafrica, dove viene imprigionato, torturato e interrogato per un sospetto collegamento con un terrorista egiziano. Il suo nome viene fatto sparire dalla lista dei viaggiatori; sua moglie Reese Whiterspoon, in preda all’angoscia, cercherà di scoprire dove si trova il marito, mentre in Sudafrica un osservatore dell’agenzia statunitense, Jake Gyllenhaal, ha bisogno di ottenere informazioni dal prigioniero. Una storia dove non manca l’azione (c’è un attentato alla base di una sottotrama del film), ma dove sono i sentimenti, le angosce e le paure a predominare. Una pratica del sospetto che negli Stati Uniti sta creando polemiche e dividendo l’opinione pubblica, dei sistemi governativi discutibili che nel film si riflettono nel personaggio di Meryl Streep, donna forte e dedita con grande freddezza al suo lavoro contro il terrorismo, memorabile nel suo incontro/scontro con l’emotività di Reese Whiterspoon, altra donna forte, ma coinvolta dai sentimenti e in cerca di risposte che non si possono dare.

Una brillante regia di Gavin Hood, che già aveva diretto il bellissimo “Il suo nome è Tsotsi”, vincendo l’Oscar per il miglior film straniero. Questa volta ha dalla sua anche delle grandi star del cinema americano, e il risultato è da applausi: un film che farà discutere ma che non può fare a meno di affascinare il pubblico con la sua storia, con i suoi personaggi, con le sue angosce.

Alessio Trerotoli